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Moltrasio
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mwhqMoltrasio (mwhgMultraas in mwhwdialetto comascocite-ref-4[4]cite-ref-5[5], mwkaAFI: /mulˈtraːs/) è un mwkwcomune italiano di mwla1 481 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwmqprovincia di Como in mwmgLombardia. Il comune è posto sulla sponda occidentale del mwmwlago di Como.
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Cultura
• Leggende
• Note
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Origini del nome
Vi sono diverse teorie sull'origine del nome, almeno tre, di cui una a sua volta si diversifica.
La prima dice che il nome originale era mwoaMonte Larice o mwoqMonte dei Larici, poi, essendo stato raso al suolo, divenne mwogMonte Raso, quindi Moltrasio. Sulla causa c'è chi dice sia dovuta ad un incendio, chi invece al seguito di una battaglia coi nemici di mwowTorno. Una seconda versione parla di luogo dove si ricavava la mwpamalta (nel dialetto locale mwpqmolta). Infine c'è chi attribuisce il nome al fatto di trovarsi tra i monti.
Storia
Sul territorio di Moltrasio sono stati fatti alcuni ritrovamenti archeologici: una sepoltura mwqagallicacite-ref-6-6-0[6] databile attorno al mwrq200 a.C.,cite-ref-7-7-0[7] un'ascia di rame databile a circa 2000cite-ref-7-7-1[7]-2500 anni fa,cite-ref-6-6-1[6] un pavimento romano a mosaico e alcuni oggetti.
Da Moltrasio, in mwuwepoca romana, passava la mwvamwvqvia Regina, mwvgstrada romana che collegava il porto fluviale di mwvwCremona (la moderna mwwaCremona) con mwwqClavenna (mwwgChiavenna) passando da mwwwmwxaMediolanum (mwxqMilano). Il particolare legame con la strada perdurò anche nel Medioevo: nel mwxg1335 il comune di Moltrasio risulta incaricato della manutenzione del tratto mwxw"a cantono dicte domus de Pizo in sursum usque ad pontem de Moltraxio et medietatis ipsius pontis”.cite-ref-3-8-0[8]
Nel mwcg1335 Moltrasio risulta già facente parte della mwcwpieve di Zezio, in cui risultò inserito per oltre due secoli.cite-ref-3-8-3[8]
Nel mwfg1652 Moltrasio non faceva già più far parte della pieve di Zezio, bensì delle cosiddette "Cinque terre unite alla città di Como", entro cui risulta ancora inserito nel mwfw1751, quando il territorio comunale moltrasino si estendeva già ai cassinaggi di Carisciano, Cravolino, Tosnago, Bardolino, Donegano, Borgo, Viginzano, Casarico, Vigniola e Vergonzano.cite-ref-3-8-4[8]
Un decreto di riorganizzazione amministrativa del mwiwRegno d'Italia napoleonico datato mwja1807 sancì l'annessione di mwjqUrio,cite-ref-5-10-0[10] decisione che fu abrogata dalla mwkgRestaurazione.cite-ref-11[11]
Nell'ultima guerra Moltrasio è stata teatro, soprattutto sui suoi monti, della guerra partigiana con la presenza di alcuni gruppi collegati alla brigata Garibaldi. Al termine sempre le sue valli vicine alla Svizzera sono state percorse da decine e decine di uomini che per arrotondare i magri stipendi e per permettere ai figli un futuro migliore, portavano i sacchi con merce di contrabbando. Il fenomeno è terminato quando questa attività è stata dominata da uomini che "giravano con la pistola". Si raccontano ancora alcune fughe molto ardite e pittoresche da parte di spalloni braccati dai finanzieri. Nell'era moderna Moltrasio rimane un luogo dove molte persone continuano a svolgere attività e lavori di cui in altri paesi si è persa la presenza.
Simboli
Lo stemma comunale è stato concesso con regio decreto del 27 maggio 1929.cite-ref-12[12]
«
Troncato
: nel primo d'oro, a tre larici nodriti su tre monti moventi dalla partizione, il tutto al naturale; nel secondo fasciato ondato di azzurro e di argento. Ornamenti esteriori da Comune.»
Il gonfalone, concesso con D.P.R. del 24 giugno 2003, è un drappo di giallo.cite-ref-13[13]
Gli alberi piantati sui tre monti fanno riferimento all'ipotesi che il nome di Moltrasio derivi dal latino mwpqMons laricum, "monte dei larici". Lo smalto d'oro del campo dello scudo allude alla ricchezza e alla fama che gli abitanti seppero raggiungere grazie all'estrazione della pietra di Moltrasio. Le fasce ondate nella parte inferiore rappresentano il lago di Como.cite-ref-stemmi-14-0[14]
In un primo emblema studiato dall'amministrazione comunale nel 1909, i monti erano smaltati di nero, poiché il nome Moltrasio dovrebbe più probabilmente derivare damwqw mwramons rasus,mwrq col significato dimwrg "monte privo di vegetazione" ed il nero è il colore della mwrwpietra moltrasina di cui è composta la montagna. Le fasce ondate erano d'argento e di rosso, i colori del capoluogo Como.cite-ref-stemmi-14-1[14]
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Chiesa di San Martino
La frazione Borgocite-ref-6-6-2[6] ospita la chiesa mwxqparrocchiale (XVI secolo), dedicata a San Martinocite-ref-15[15]. L'esistenza della chiesa è attestata sin dalla fine del XIII secolocite-ref-16[16], quando si presentava ancora come un edificio in stile mwzgromanicocite-ref-06-17-0[17]. Elevata al rango di parrocchiale sul finire del XV secolo, la chiesa fu ricostruita in stile mw0wrinascimentalecite-ref-06-17-1[17]. Nel 1853 si provvedette ad aumentare l'altezza del campanilecite-ref-06-17-2[17].
Tra le opere d'arte conservate all'interno della chiesa, una mw3qCrocifissione primocinquecentesca,cite-ref-632-18-0[18] un polittico di mw4gLuigi Donato (1507cite-ref-632-18-1[18]), una pala d'altare dipinta dal pittore Alvise (mw5wXVI secolo),cite-ref-6-6-3[6] una serie di dipinti di mw7aGiovanni Battista della Rovere, mw7qGiovanni Paolo Recchi e Francesco Carpano,cite-ref-632-18-2[18] e stucchi dell'artista locale Giuseppe Bianchicite-ref-632-18-3[18] (XVI secolo)cite-ref-06-17-3[17].
Nella chiesa si conservano inoltre numerose reliquie. Tra queste svetta un presunto frammento della Santa Corona, detta la mw-wSacra Spina. Donata alla parrocchia nel 1721, questa reliquia è alloggiata in una delle cappelle lateralicite-ref-6-6-4[6].
Nella chiesa si festeggia la ricorrenza del santo titolare, il giorno 12 ottobre.
Chiesa di Sant'Agata
La frazione Vignolacite-ref-6-6-5[6] ospita la chiesa mwaqwromanicacite-ref-0-19-0[19] di sant'Agatacite-ref-1-20-0[20], che durante le epidemie di peste del XVII secolo funse da mwarulazzaretto.cite-ref-0-19-1[19]mwaromwarscite-ref-06-17-4[17] Risalente alla seconda metàcite-ref-6-6-6[6] del mwasqXI secolo,cite-ref-632-18-4[18] la chiesa è decorata con mwaskaffreschicite-ref-0-19-2[19], alcuni dei quali recentemente riportati alla luce durante un'operazione di restauro che ha rimosso lo strato di intonaco che li copriva.cite-ref-2-21-0[21] La parete esterna del lato sinistro ospita una prima coppia di affreschi, raffiguranti rispettivamente un mwatiSan Cristoforo (XIII secolocite-ref-632-18-5[18]cite-ref-2-21-1[21]) e mwatsun Martirio di Sant'Agatacite-ref-0-19-3[19]cite-ref-2-21-2[21]. Un secondo ciclo di affreschi, di epoca medievale, è conservato all'interno dell'abside maggiore ove sono raffigurate figure di devoti, tra cui mwauqSanta Lucia.cite-ref-0-19-4[19] Nell'abside minore, un mwaukCristo tra i santi Rocco e Antonio Abate, opera attribuita a mwauoGiovanni Andrea De Magistris.cite-ref-1-20-1[20]
Cappella di Villa Lucini Passalacqua
Non lontano dalla chiesa di Sant’Agata si trova la cappella di mwaveVilla Lucini Passalacqua,cite-ref-0-19-5[19] nota anche come "Palazzo di Moltrasio" e inserita in un mwavygiardino formalemwavcmwavgcite-ref-06-17-5[17]. Realizzata su un progetto di mwav0Carlo Felice Soave, la dimora fu frequentata come residenza di villeggiatura da mwav4Carlo Porta e, qualche volta, da mwav8Vincenzo Bellinimwawamwawecite-ref-06-17-6[17].
mwawcDelio Tessa, poeta dialettale milanese dell'inizio del Ventesimo Secolo, andava in ferie d'estate a Moltrasio cite-ref-22[22] .
La cappella della villa ospita una serie di rilievi mwaw0altomedioevali, un tempo conservati presso la mwaw4Basilica di Sant'Abbondio a mwaw8Como.cite-ref-0-19-6[19]
Oratorio di San Rocco
Non lontano dell'oratorio di San Rocco trova posto un monumento dedicato a mwaykVincenzo Bellini.cite-ref-8-24-0[24]
Architetture religiose a Tosnacco
Nel piazzale davanti alla chiesa di Tosnacco è posto un crocefisso in bronzo, che venne fuso dal pittore e scultore locale Franco Pizzotti, che originariamente lo pose sulla tomba dei genitori, negli anni '60. Quando il crocefisso venne rimosso dal cimitero di Moltrasio, il figlio del pittore, Marino Pizzotti, lo donò alla chiesa di Moltrasio che lo pose ove si trova, a perenne ricordo del padre.cite-ref-8-24-2[24]
Architetture civili
• Villa Erker Hocevar,cite-ref-25[25] dove visse Giuditta Turina, amante di mwaakVincenzo Bellinimwaaomwaascite-ref-06-17-7[17].
• Villa Le Rose, con relativi giardini.cite-ref-6-6-12[6]
• mwacoVilla Lucini Passalacquacite-ref-28[28]
• Villa Teresacite-ref-29[29]
Aree naturali
Sopra a Moltrasio si trovano due grotte risalenti al mwadyGiurassico inferiore. Si tratta della mwadcMadrona, lunga 568 m, e della mwadgZocca 18 m più corta, quest'ultima accessibile tramite una cantina privata.mwadkcite-ref-06232-30-0[30]
Società
Evoluzione demografica
Demografia pre-unitaria
• 1751: 491 abitanticite-ref-3-8-5[8]
• 1771: 561 abitanticite-ref-4-9-1[9]
• 1798: 635 abitanticite-ref-5-10-1[10]
• 1805: 619 abitanticite-ref-5-10-2[10]
• 1853: 903 abitanticite-ref-31[31]
Demografia post-unitaria
Istituzioni, enti e associazioni
Nel borgo vi sono associazioni molto attive: Arci, Cooperativa di Consumo, Bocciofila, Lido, Hotel, Ristoranti, Negozi, Sartoria, Sci Club, Cai.
Cultura
La biblioteca comunale di Moltrasio fu fondata nel mwags1975.
La biblioteca ha pubblicato sin qui tre numeri dell'annuario "Studi della biblioteca comunale di Moltrasio", che contiene articoli in particolare di storia locale.
Leggende
Una mwag8leggenda ben nota nella zona ha per protagonista una ragazza di Moltrasio, la bella Ghita. Si narra che Ghita era andata a trovare dei parenti nel vicino paese di mwahaCernobbio. Quando aveva preso la via del ritorno era ormai tardi e per sua sfortuna incontrò un losco personaggio che aveva mire malvagie nei suoi confronti. La ragazza, pregando la Madonna, si gettò dal dirupo che scendeva verso il lago, nel quale cadde anche il malintenzionato. A differenza di quest'ultimo, che vi precipitò, Ghita si salvò perché le sue vesti s'impigliarono in una pianta.cite-ref-33[33]
Galleria d'immagini
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwalomwalsmwalwBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwal0demo.istat.it, mwal4ISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwamimwammmwamqClassificazione sismica (mwamumwamyXLS), su mwamcrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwamsmwamwmwam0Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwam4mwam8PDF), in mwanaciterefmwaneLeggemwani mwanm26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwanqAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwanu 151. mwanyURL consultato il 25 aprile 2012 mwanc(archiviato dall'mwangurl originale il 1º gennaio 2017).
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Bibliografia
• citerefborgheseAnnalisa Borghese, Moltrasio, in Il territorio lariano e i suoi comuni, Milano, Editoriale del Drago, 1992, pp. 311-312.
• citereftci99Touring Club Italiano (a cura di), Guida d'Italia - Lombardia (esclusa Milano), Milano, Touring Editore, 1999, ISBN 88-365-1325-5.
• citerefbartoliniFranco Bartolini, I segreti del Lago di Como e del suo territorio, Cermenate, New Press Edizioni, 2016 [2006].
• citerefsuffiaGiusi Suffia, Patrizia Guerra ed Enrico Romanetto (a cura di), Como, i laghi e le valli, collana Le guide d'Italia, n. 237, Torino, Europea Editoriale C.O.M. s.r.l., 2019.
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.moltrasio.co.it.
• citereflombardiabeniculturaliMoltrasio, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.
• mwa9cLa pagina di Bibliotopia su Moltrasio, su bibliotopia.altervista.org.
• mwa9kLa leggenda della bella Ghita (articolo di Giorgio Castiglioni), su bibliotopia.altervista.org.
• mwa9sIndice degli "Studi della biblioteca comunale di Moltrasio. Alcuni articoli sono disponibili in rete.